HOPE / TRUST / FEAR / DUST
SPERO/ CREDO / PAURA / POLVERE
Happening
Booklet con mappa e 22 disegni digitali, dittico video 3’06’’ (loop continuo), 2026
Progetto realizzato nell’ambito del programma di residenza artistica “Ulteriore”























Introduzione al progetto, di Valentina Tebala
Nel corso del 2026, Progetto Ulteriore propone mostre, programmi formativi e incontri coinvolgendo musei, gallerie e istituzioni pubbliche e private, sviluppandosi da Reggio Calabria a Locri e interessando così diversi luoghi della Città Metropolitana e delle aree interne dell’Aspromonte. Cataforìo è stata scelta come tappa per una delle tre open call attraverso le quali artisti attivi nel campo delle arti visive sono stati invitati a relazionarsi con contesti diversificati partendo dal “tema” del festival. L’obiettivo è attivare diverse modalità di relazione tra ricerca artistica, spazio e comunità. Ogni call prende il nome da costellazioni visibili nel cielo del Mediterraneo: LYRA si è sviluppata presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ANDROMEDA presso il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri, CASSIOPEIA è il nome della residenza che si è svolta a Cataforìo dall’8 al 14 giugno 2026. Il paese di Cataforio è stato scelto perché si è riconosciuto il suo valore e il suo impegno come fucina di talenti e luogo fertile per la creatività, per le sue realtà associazionistiche, per il suo essere sito di storia millenaria ancora viva e vibrante, per essere un territorio che resiste e che non si piega al tempo, ma sta al passo, con una strategia tutta sua: tramandare.
Danilo Sciorilli ha abitato il borgo per sette giorni ed è rimasto molto affascinato dall’antica Motta Sant’Agata, dal paesaggio della Fiumara e dall’atmosfera sospesa del campo sportivo dismesso; così come dal racconto della signora Flavia sull’arte del telaio e da quello dei giovani che portano avanti le tradizioni coreutiche e musicali della Vallata, nella maniera più autentica e sincera possibile.
L’artista è riuscito in questo modo nell’intento di entrare in empatia col territorio e i suoi abitanti: “HOPE / TRUST – FEAR / DUST” ne è la dimostrazione.
HOPE / TRUST / FEAR / DUST, di Danilo Sciorilli
Nella mia residenza a Cataforio ho raccolto un diario di immagini, scatti fatti al borgo e alle presenze che lo animano, con cui mi sono relazionato ed ho osservato. Dopo averli realizzati mi sono accorto che i 22 disegni sono come schierati su due lati: da una parte c’è il tramandare, l’insegnare, il ricordare, il continuare, il lasciare una traccia; dall’altra lo sparire, l’essere dimenticati, il divenire rudere, l’essere sostituiti, diventare fossili.
Tempo fa ho letto che l’uomo è la specie che geologicamente abiterà meno il nostro pianeta e questa idea non mi ha più lasciato, mi accompagna come un incubo in cui faccio fatica a distinguere ciò che abbia un senso e cosa no. La natura, gli animali, ci sopravviveranno. Noi diventeremo dei resti di cui forse altre forme di vita parleranno. Nonostante ciò, come uomini, continuiamo tutti a sentire il bisogno di non finire e non c’è eccezione per le persone che ho conosciuto durante questa residenza.
Ho deciso di raccogliere in un ordine preciso i disegni che ho realizzato ed allegarli ad una mappa, anche questa da me disegnata, in modo che chiunque possa girare Cataforio alla ricerca del corrispettivo reale di questi segni, annotandosi la loro posizione e ripercorrendo attraverso i miei occhi i pensieri di questi giorni.
HOPE / TRUST trova la sua spiegazione in un murales che ho trovato trai vicoli, FEAR / DUST è invece il titolo del dittico video che chiude il tour che ho creato con quest’opera.
Il video finale non è semplicemente malinconico. È una sconfitta. Io avanzo verso la porta del campo sportivo abbandonato.
Tiro.
Palo.
Fine.
Loop.
Nella video-animazione con cui il primo video si confronta la protagonista è invece l’ape che ho incontrato appena arrivato.
L’ape gira.
Su se stessa.
Non vola.
Disegna sempre lo stesso cerchio a terra.
Loop.
Nessuno dei due arriva da nessuna parte. Non c’è nemmeno disperazione. C’è semplicemente la constatazione che tra ciò che speriamo e ciò in cui crediamo, alla fine rimangono delle tracce.
E in fondo tutto il progetto parla esattamente di questo. Non della vittoria della memoria. Non della vittoria dell’oblio. Parla dei resti. Di ciò che speriamo rimanga.
HOPE / TRUST / FEAR / DUST
SPERO / CREDO / PAURA / POLVERE
Happening
Booklet con mappa e 22 disegni digitali, dittico video 3’06’’ (loop continuo), 2026
Progetto realizzato nell’ambito del programma di residenza artistica “Ulteriore”























Introduzione al progetto, di Valentina Tebala
Nel corso del 2026, Progetto Ulteriore propone mostre, programmi formativi e incontri coinvolgendo musei, gallerie e istituzioni pubbliche e private, sviluppandosi da Reggio Calabria a Locri e interessando così diversi luoghi della Città Metropolitana e delle aree interne dell’Aspromonte. Cataforìo è stata scelta come tappa per una delle tre open call attraverso le quali artisti attivi nel campo delle arti visive sono stati invitati a relazionarsi con contesti diversificati partendo dal “tema” del festival. L’obiettivo è attivare diverse modalità di relazione tra ricerca artistica, spazio e comunità. Ogni call prende il nome da costellazioni visibili nel cielo del Mediterraneo: LYRA si è sviluppata presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ANDROMEDA presso il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri, CASSIOPEIA è il nome della residenza che si è svolta a Cataforìo dall’8 al 14 giugno 2026. Il paese di Cataforio è stato scelto perché si è riconosciuto il suo valore e il suo impegno come fucina di talenti e luogo fertile per la creatività, per le sue realtà associazionistiche, per il suo essere sito di storia millenaria ancora viva e vibrante, per essere un territorio che resiste e che non si piega al tempo, ma sta al passo, con una strategia tutta sua: tramandare.
Danilo Sciorilli ha abitato il borgo per sette giorni ed è rimasto molto affascinato dall’antica Motta Sant’Agata, dal paesaggio della Fiumara e dall’atmosfera sospesa del campo sportivo dismesso; così come dal racconto della signora Flavia sull’arte del telaio e da quello dei giovani che portano avanti le tradizioni coreutiche e musicali della Vallata, nella maniera più autentica e sincera possibile.
L’artista è riuscito in questo modo nell’intento di entrare in empatia col territorio e i suoi abitanti: “HOPE / TRUST – FEAR / DUST” ne è la dimostrazione.
HOPE / TRUST / FEAR / DUST, di Danilo Sciorilli
Nella mia residenza a Cataforio ho raccolto un diario di immagini, scatti fatti al borgo e alle presenze che lo animano, con cui mi sono relazionato ed ho osservato. Dopo averli realizzati mi sono accorto che i 22 disegni sono come schierati su due lati: da una parte c’è il tramandare, l’insegnare, il ricordare, il continuare, il lasciare una traccia; dall’altra lo sparire, l’essere dimenticati, il divenire rudere, l’essere sostituiti, diventare fossili.
Tempo fa ho letto che l’uomo è la specie che geologicamente abiterà meno il nostro pianeta e questa idea non mi ha più lasciato, mi accompagna come un incubo in cui faccio fatica a distinguere ciò che abbia un senso e cosa no. La natura, gli animali, ci sopravviveranno. Noi diventeremo dei resti di cui forse altre forme di vita parleranno. Nonostante ciò, come uomini, continuiamo tutti a sentire il bisogno di non finire e non c’è eccezione per le persone che ho conosciuto durante questa residenza.
Ho deciso di raccogliere in un ordine preciso i disegni che ho realizzato ed allegarli ad una mappa, anche questa da me disegnata, in modo che chiunque possa girare Cataforio alla ricerca del corrispettivo reale di questi segni, annotandosi la loro posizione e ripercorrendo attraverso i miei occhi i pensieri di questi giorni.
HOPE / TRUST trova la sua spiegazione in un murales che ho trovato trai vicoli, FEAR / DUST è invece il titolo del dittico video che chiude il tour che ho creato con quest’opera.
Il video finale non è semplicemente malinconico. È una sconfitta. Io avanzo verso la porta del campo sportivo abbandonato.
Tiro.
Palo.
Fine.
Loop.
Nella video-animazione con cui il primo video si confronta la protagonista è invece l’ape che ho incontrato appena arrivato.
L’ape gira.
Su se stessa.
Non vola.
Disegna sempre lo stesso cerchio a terra.
Loop.
Nessuno dei due arriva da nessuna parte. Non c’è nemmeno disperazione. C’è semplicemente la constatazione che tra ciò che speriamo e ciò in cui crediamo, alla fine rimangono delle tracce.
E in fondo tutto il progetto parla esattamente di questo. Non della vittoria della memoria. Non della vittoria dell’oblio. Parla dei resti. Di ciò che speriamo rimanga.
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